La spelonca di Lord H. Amoruso

La dura vita di un investigatore romano

amoruso e la camelia nera.

DISCLAIMER: PORNO E SCHIFOSETTO.

Premessa.

questo pezzo è dedicato a Squallido Master, al suo pipì ed alle di loro paranoie.
mi spiace ma io a parlare di sesso sono poco capace. però faccio eccezione perchè, almeno in testa mia, 'sto pezzo filava assai. abbiate pazienza, magari fa cacare. la camelia nera.

amoruso non avrebbe mai creduto di mettere piede negli usa. meno ancora avrebbe creduto di andare a las vegas. figuriamoci che faccia avesse mentre, con le tasche piene di gettoni, si presentava al botteghino del cambio.

"sono cinquemila dollari.", l'omino calvo, nella divisa pacchiana del casinò, aveva ricontato le banconote e gliele stava porgendo. "ah. cinquemila. grazie.". il sorriso. il sorriso d'amoruso. quell'evento raro, rarissimo.

"...ma non si faccia fregare, eh!", lo stava ammonendo il tipo: "attento alla camelia nera!". "la camelia nera?" si scoprì a chiedergli amoruso. "già... ma? non conosce la storia della camelia nera? lei non è mai venuto a las vegas, vero?". amoruso voleva andarsi a godere i soldi. in albergo. con qualche tettona in stile californiano, ma la curiosità, la sua maledetta curiosità: "no, che storia?".

"allo­ra, la storia è questa: si dice che ai tavoli di las vegas sieda, a volte, una signora. vera signora. elegante, alta, viso aristocratico. magra. bello sguardo: fiero. tres charmant. una catenina di platino, sottilissima, a laccio: le si adatta al solco tra i seni quasi per intero scoperti dall'audacissima scollatura. siede e gioca. gioca per ore. fino a quando qualcuno vince. vince molto.

è allora che la signora si alza, gira attorno al tavolo fino ad arrivare alle spalle del vincitore, e, avvicinando le labbra rossissime all'orecchio del fortunato, gli propone di andarsi a giocare la vincita in un tète a tète, in camera sua.

"mi eccita la fortuna", sussurra la donna provocando, con lo sfiorare le labbra all'orecchio del fortunato, dei brividi incontenibili.

ci vanno, a giocare. e giocano. e lei vince. vince. vince. vince fino a quando l'ex fortunello non ha più un dollaro. è allora che alla prima proposta ne segue un'altra, indecente, fatta nel momento esatto in cui il tipo sta per alzarsi dal tavolo. "voglio il tuo cazzo. il tuo cazzo contro quello che hai perso.".

lo dice con voce bassa. roca. con uno sguardo intenso. lo dice con desiderio. lo dice e nel tipo parte un nitrito che va dal cervello alle palle.

come fai a non giocare? no, dico, male che vada è una fantastica scopata, no? il tipo riprende in mano le carte. e gioca. e perde. stavolta perde sorridendo ed a quel suo sorriso fa eco quello di lei. che si scosta dal tavolo.

che apre le cosce.

che s'alza la gonna a mostrare pelo nerissimo che si staglia su pelle bianchissima.

il tipo si avvicina e lei gli slaccia i pantaloni. comincia a succhiarglielo. mai uguale. con voglia. poi si sfila la catenina, gliela allaccia alla base dell'uccello e la stringe. l'uomo freme, l'erezione cresce. nella difficolta di venire per la stretta, nuovi diversi piaceri gli salgono alla corteccia cerebrale come serie di segnali elettrici morse che dicono: "g.o.d.o.".

" allora che la signora con un gesto veloce e repentino da uno strappo al laccio, con tutta la forza che può. il laccio, sottilissimo, stringendosi separa, come un bisturi, l'uomo dalle sue attribuzioni virili. questi apre gli occhi, chiusi dall'estasi di qualche istante prima, solo per vedere lei alzarsi, sputarsi sulla mano l'amputazione e sussurrare: "ho vinto". fine della storia.". l'omino sorrise.

amoruso strizzò gli occhi un paio di volte. nell'ascoltare s'era così fatto prendere dal racconto che non li aveva mai chiusi e se li sentiva asciutti. "cazzo...", disse. l'omino calvo rise. evidentemente quella storia era il suo cavallo di battaglia perchè sembrava quasi s'aspettasse di vedere sulla faccia di amoruso quell'espressione. "ma è una storia. è solo una storia.", disse l'omino continuando a ridacchiare.

sarà, ma quella sera ad amoruso passò la voglia di tettone californiane.